Le novità Google Ads del 2025, quali sono e come adeguare la tua strategia

Le novità Google Ads del 2025

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Le novità Google Ads del 2025, quali sono e come adeguare la tua strategia

Il panorama di Google Ads è in costante fermento e questo anno è ricco di grandi novità: l’intelligenza artificiale diventerà ancora più centrale nelle campagne, l’automazione richiederà un approccio strategico più raffinato, e le normative sulla privacy (insieme al tramonto definitivo dei cookie di terze parti) renderanno i dati proprietari non più un’opzione, ma un imperativo.

Capire queste macro-tendenze oggi è fondamentale per non farsi trovare impreparati domani. In questo articolo vedremo come puoi iniziare fin da ora ad adeguare le tue strategie e continuare a crescere.

Novità di Google Ads nel 2025: strategie vincenti nell’era dell’IA

Il mondo di Google Ads è in perenne trasformazione, e il 2025 è un anno di grandi cambiamenti, guidati in larga parte dall’inarrestabile avanzata dell’intelligenza artificiale (IA).

L’IA permeerà sempre più ogni aspetto della piattaforma, dalla visualizzazione dei risultati di ricerca alla creazione stessa degli annunci. Per gli inserzionisti, questo significa dover abbracciare nuove logiche, affinare le strategie e, soprattutto, imparare a collaborare efficacemente con gli algoritmi, senza però rinunciare al controllo e alla visione d’insieme.

Vediamo quali sono le principali novità e come possiamo prepararci per affrontarle al meglio.

Annunci nelle panoramiche e modalità AI

Una delle novità più discusse è l’integrazione degli annunci all’interno delle “Panoramiche AI” (AI Overviews) e della futura “Modalità AI” di Google (prevista per il lancio a marzo 2025). Le Panoramiche AI sono quei riassunti generati dall’intelligenza artificiale che già oggi compaiono talvolta in cima ai risultati di ricerca tradizionali.

Google ha dichiarato di voler utilizzare l’esperienza maturata con queste panoramiche per definire come gli annunci verranno integrati nella modalità di ricerca completamente basata sull’IA.

Attualmente, gli annunci visibili (seppur con una diffusione ancora limitata) sotto le Panoramiche AI provengono dalle campagne Search, Shopping e Performance Max (PMax) esistenti.

Appaiono con l’etichetta “Sponsorizzati” e sono pensati per essere altamente pertinenti alla query specifica dell’utente. È lecito aspettarsi che questa integrazione diventi molto più diffusa e visibile.

Per gli inserzionisti, questo significa che le campagne esistenti (soprattutto PMax) diventeranno automaticamente idonee per questi nuovi posizionamenti. La sfida sarà garantire che i propri annunci siano abbastanza pertinenti e di qualità da essere selezionati e mostrati efficacemente in questo nuovo contesto.

Raccomandazioni automatiche: un aiuto da maneggiare con cura

Google Ads offre da tempo una sezione di “Raccomandazioni” automatiche, pensate per aiutare gli inserzionisti a ottimizzare le campagne. Tuttavia, nel 2025, con l’aumento dell’automazione (pensiamo anche alle campagne Demand Gen), sarà ancora più importante valutare criticamente questi suggerimenti.

Molti esperti di marketing, e probabilmente anche voi, avrete notato che accettare ciecamente tutte le raccomandazioni non sempre porta ai risultati sperati.

Spesso, queste modifiche automatiche (come aggiungere parole chiave a coda lunga o corta, a corrispondenza generica, espandere il targeting alla Rete Display, o modificare gli obiettivi di offerta) possono portare a un aumento dei costi senza un reale miglioramento delle performance, o addirittura diluire il targeting.

Non esiste una regola d’oro su quali raccomandazioni accettare e quali ignorare. Molte sono attivate di default. Il consiglio per il 2025 è: non disattivarle a priori, ma revisionarle attentamente.

Comprendete l’impatto potenziale di ogni suggerimento prima di applicarlo. L’esperienza e la conoscenza specifica del vostro business rimangono fondamentali per guidare l’automazione, non per esserne guidati passivamente. Sperimentate, ma monitorate attentamente i risultati.

Come padroneggiare le campagne Performance Max (PMax)

Le campagne PMax sono diventate centrali nell’ecosistema Google Ads e coprono l’intero inventario pubblicitario di Google con un approccio fortemente automatizzato. Tuttavia, “automatizzato” non significa “privo di controllo”. Nel 2025, sfruttare appieno PMax richiederà un uso intelligente delle leve di controllo disponibili:

  • Parole chiave negative a livello di campagna: finalmente una funzionalità richiesta a gran voce! Ora è possibile aggiungere parole chiave negative direttamente alle campagne PMax (e non solo a livello di account o tramite moduli manuali). Questo è fondamentale per escludere traffico irrilevante, ridurre sprechi di budget e indirizzare meglio l’IA, impedendo alla campagna di spendere per ricerche che non sono in linea con i vostri obiettivi.
  • Esclusione di posizionamenti di bassa qualità: a partire dall’inizio del 2025 è possibile applicare esclusioni di posizionamento a livello di account, valide per tutte le campagne PMax. Questo permetterà di bloccare la pubblicazione degli annunci su siti web noti per essere di bassa qualità, “Made-for-Advertising”, o app di giochi mobile che generano clic accidentali o fraudolenti. Pulire i posizionamenti è essenziale per migliorare la qualità del traffico e l’efficacia della spesa.
  • Esclusione delle parole chiave del brand: se l’obiettivo primario di PMax è trovare nuovi clienti (traffico incrementale), valutate seriamente di escludere le ricerche specifiche per il vostro brand da queste campagne nel 2025. Spesso, PMax può “cannibalizzare” il traffico brand che otterreste comunque (magari a minor costo con una campagna Search dedicata). Escludendo i termini brand, si forza PMax a concentrarsi sulla scoperta di nuovi segmenti di pubblico, ottenendo dati più puliti sul suo reale contributo all’acquisizione.

La Crescita della ricerca visiva: ottimizzare per immagini e dettagli

Il modo in cui le persone cercano sta cambiando. La ricerca visiva, utilizzando strumenti come Google Lens o “Cerchia per cercare”, è in forte crescita. Nel 2025, gli annunci Shopping sono sempre più spesso in risposta a queste ricerche basate su immagini. Questo ha due implicazioni immediate per gli inserzionisti, soprattutto nell’e-commerce:

  • Qualità delle immagini: le foto dei prodotti devono essere impeccabili: chiare, dettagliate, ben illuminate e rappresentative. L’IA di Google si basa su queste immagini per capire cosa state vendendo e abbinarlo alle ricerche visive.
  • Descrizioni eettagliate: non basta una bella immagine. Le descrizioni dei prodotti devono essere ricche di dettagli specifici che corrispondano all’intento dell’utente. Invece di “Valigia elegante”, pensate a “Valigia da cabina rossa leggera, 4 ruote piroettanti, chiusura TSA inclusa”. Questo aiuta l’algoritmo a fare il match corretto e aumenta le chance che il vostro prodotto venga mostrato.

Strumenti di creazione annunci basati sull’IA

L’IA non interviene solo nella ricerca, ma anche nella creazione degli annunci. Google sta potenziando i suoi strumenti interni per aiutare i marketer a generare titoli, descrizioni, immagini e persino video con minor sforzo.

Questo può accelerare notevolmente il processo creativo, permettendo di testare più varianti e ottimizzare gli annunci più rapidamente. I primi dati suggeriscono che le campagne che utilizzano asset generati dall’IA hanno maggiori probabilità di raggiungere buoni livelli di efficacia.

Tuttavia, anche qui vale un avvertimento: l’IA è uno strumento, non un sostituto della strategia. Come Google stesso ha dimostrato con gli aggiornamenti anti-spam per i contenuti organici, un eccessivo affidamento a contenuti generati automaticamente senza revisione e personalizzazione può portare a risultati mediocri o penalizzazioni.

Voi conoscete il vostro business meglio di chiunque altro. Usate gli strumenti AI per generare idee e bozze, ma revisionate, raffinate e adattate i suggerimenti al vostro tono di voce, ai vostri punti di forza unici e ai vostri obiettivi specifici.

Testare le campagne “Demand Gen”

Google ha annunciato che le campagne Video Action Campaigns (VAC) verranno gradualmente eliminate e sostituite dalle campagne “Demand Gen” (Generazione della Domanda) entro la metà del 2025. Le campagne VAC esistenti verranno migrate automaticamente.

L’obiettivo di Demand Gen è offrire una soluzione più flessibile per raggiungere gli utenti su diverse piattaforme visive come YouTube, Discover e Gmail, utilizzando vari formati (video, caroselli di immagini, immagini singole).

Questo cambiamento implica la necessità di avere a disposizione un set diversificato di asset creativi (video, immagini di varie dimensioni, testi accattivanti) per dare all’IA più opzioni. È anche importante definire con precisione i segmenti di pubblico per guidare l’algoritmo verso le persone giuste.

Offerta di portafoglio

Una funzionalità potente ma spesso trascurata è l’offerta di portafoglio. Questa strategia permette di raggruppare diverse campagne o gruppi di annunci che condividono obiettivi simili e applicare una strategia di offerta unificata.

Un vantaggio chiave, soprattutto quando si usano strategie basate sul CPA (Costo Per Acquisizione) o ROAS (Ritorno sulla Spesa Pubblicitaria) target, è la possibilità di impostare anche un limite massimo di CPC (Costo Per Click) all’interno delle opzioni avanzate.

È un modo intelligente per mettere dei “paletti” all’automazione e proteggere il budget da picchi di costo imprevisti.

La lotta continua contro i clic fraudolenti

Infine, un problema persistente anche nel 2025 è quello dei clic non validi o fraudolenti (generati da bot, concorrenti, ecc.).

Le stime indicano che una percentuale elevata della spesa pubblicitaria (oltre l’11% in media, con proiezioni di sprechi per oltre 100 miliardi di dollari a livello globale nel 2025) viene persa a causa di questo fenomeno.

Proteggere le proprie campagne identificando e bloccando queste fonti di traffico illegittimo è fondamentale per garantire che il budget venga speso per raggiungere utenti reali e potenzialmente interessati.

In conclusione, devi adattarti ai cambiamenti per continuare a crescere

Il 2025 è un anno di profondi cambiamenti per Google Ads. Per gli inserzionisti il segreto sarà quello di di adattarsi: comprendere le nuove dinamiche, le novità e sfruttare gli strumenti di automazione in modo intelligente (ma non passivo), mantenere il controllo strategico dove possibile, focalizzarsi sulla qualità degli input (dati, creatività, immagini) e proteggere attivamente i propri budget dalle inefficienze come le frodi sui clic.

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